IL RITORNO.

Salve gente!

Perdonate l’interminabile assenza su questi schermi ma sono stata troppo presa a vivermi appieno tutti i cambiamenti che la mia vita ha subìto negli ultimi mesi.
Anzi, “subìto” è decisamente la parola sbagliata. Direi AFFRONTATO. E adesso piano piano ve li racconto.

First of all, signore e signori udite udite… MI SONO LAUREATA!!!

Una delle esperienze più appaganti di sempre! Attendi con ansia il fatidico giorno, e quello trascorre così velocemente che poi ti ci vuole più o meno il quadruplo del tempo per renderti davvero conto che finalmente hai raggiunto forse il tuo primo vero goal della vita. Quello che hai raggiunto in giovanissima età, senza l’aiuto di nessuno, con le tue forze, la tua testa, il tuo sudore e i tuoi sacrifici.

Sì, perché non è mica semplice la vita dello studente! Bisogna conciliare un sacco di cose: seguire le lezioni (nel mio CdL chiaramente obbligatorie), portarsi avanti con lo studio, cercare di mantenere una vita sociale che tutte le persone della tua età dovrebbero avere, mantenere la mente lucida e il sangue freddo mentre vedi avvicinarsi e spesso accavallarsi esami su esami (li chiamavano “parziali”….), cercare strategie per domare l’ansia che ti bussa sempre alla porta nei momenti meno opportuni… e se poi sei uno studente lavoratore (come me) direi che hai proprio fatto bingo!

Beh, fatto sta che dopo tanti libri studiati e altrettanti esaurimenti nervosi sfiorati nei mesi antecedenti la discussione della tesi è finalmente arrivato il momento, quel 22 novembre 2018, di mostrare a tutti quanto cazzo valessi, quanto fossi fottutamente fiera di tutto il lavoro che ho fatto in questi anni, di tutta la passione che ci ho messo nel portare avanti per un intero anno la mia tesi sperimentale e vi giuro morivo dalla voglia di sentirmi veramente realizzata ed orgogliosa di me!
(Scusate i francesismi nel periodo precedente ma credo che per esprimere al meglio il mio stato d’animo siano proprio le parole più adatte)

Comunque il succo, alla fine, è proprio quello…
Dopo la discussione della tua tesi, negli attimi immediatamente successivi (non durante, perché in quel momento ti vedi decisamente come un tacchino imbalsamato) ti senti la persona più figa del mondo, provi un orgoglio verso te stesso ineguagliabile ed inestimabile.
Ti rendi conto che ce l’hai fatta per davvero, e ti senti incredibilmente appagato, libero e felice come un fringuello nel bosco.
E queste sensazioni durano più o meno fino alla festa di laurea, che avviene di solito la sera stessa o quella dopo,  in cui ti mbriachi come na cucuzza  e non capisci più neanche se sei tu il festeggiato o un altro. Ed è solo il giorno dopo (anzi, facciamo quello dopo ancora, quando ti sei completamente ripreso dalla ciucca) che realizzi pienamente e completamente che non dovrai più aprire un libro per un esame.
E quello, ragazzi, vi assicuro che è il best momento ever.

Per me quella giornata è stata veramente speciale, ho avuto accanto a me tutte le persone che desideravo ci fossero.
La sala era piena, e io anche. Ero piena di emozioni, di agitazione, di nozioni, di pensieri e di felicità. Un mix letale.
In più, dopo l’esperienza non particolarmente positiva dell’orale di maturità, avevo una paura folle di esporre la mia tesi. E se mi incartassi? E se non sapessi più cosa dire? E se perdessi il filo del discorso? E se mi bloccassi? E se….

Non ci crederete, ma dal basso delle mie tacco 12 tempestate di brillantini (sobria sempre) ho letteralmente SPACCATO. Rapida come un treno (non di Trenitalia eh!), chiara come una giornata d’estate, sciolta come un ghiacciolo al sole, ho esposto nel modo migliore che potessi fare e quello per me, al di là del voto che era comunque il massimo, è stato il mio vero goal.

Io lì ho capito di aver vinto.

Per chi non lo sapesse mi sono laureata con 110L in Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica, quindi ad oggi per gli amici sono una TeRP.
E’ un nome che avrete sentito poche volte, spesso assimilabile all’educatore professionale, il cui titolo è equipollente.
Quello che facciamo noi è “aiutare” (passatemi il termine, per facilità di comprensione) le persone con problematiche di tipo psichiatrico a vivere una vita dignitosa, indipendente ed appagante, attuando interventi di ri-abilitazione delle capacità perse a causa della malattia e di sviluppo di quelle mai apprese.
Il nostro obiettivo è quello di portare la persona ad avere una qualità di vita che sia la migliore possibile per lei, e per noi essa si può considerare GUARITA solo quando riusciamo, insieme, a raggiungere questo obiettivo.
E’ un lavoro di relazione, collaborazione, fiducia reciproca, che ti coinvolge a 360° e quindi, decisamente, non è per tutti. Ma vi assicuro che più lo portate avanti e più vi rendete conto che non siete voi ad aiutare loro ma sono loro che aiutano voi.
In pochi mesi di lavoro ho fatto un viaggio dentro me stessa e ho scoperto cose di me che non pensavo nemmeno di avere!

Insomma amici, avrete capito che AMO IL MIO LAVORO.

So, well, la prossima novità è proprio il fatto che ho trovato lavoro!!

Ma di questo parleremo nella prossima puntata…

Stay tuned
Baci

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The Curly Fry talks about… LE STAGIONI

Ciaooo amici!!

che giornata impegnativa oggi! Sono riuscita ad appoggiare le mie natiche sul divano solo a quest’ora, cioè 21.05

Comunque amici, l’argomento di oggi fa tanto scuola elementare, ma in realtà per me è super figo perché ad ogni stagione associo tantissime cose, sensazioni, emozioni ed azioni quotidiane.

Innanzitutto la mia stagione preferita è e penso rimarrà sempre la primavera:

Da qualche anno sono allergica alle graminacee quindi starnutisco un giorno sì e l’altro pure, ma vi giuro non riesco a togliermi questa meraviglia per la primavera.

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Per me la primavera è rinascita, si vedono i primi boccioli, c’è un profumo di fiori incredibile nell’aria, l’erbetta è proprio di quel verde giovane e acceso, tutto diventa colorato dopo il grigio inverno e ti scalda il cuore!

E poi c’è il sole. Chi non ama il sole? Soprattutto quando non è così bollente da cuocerti anche l’anima, ma anzi è perfetto per creare quel tepore che riscalda il pomeriggio dopo l’arietta fresca mattutina. Certo non si sa mai come vestirsi, ma si iniziano anche a tirare fuori dall’armadio tutte le camicette a fiori, le giacche di jeans, gli abiti colorati, le gonne e i collant leggeri.

Poi iniziano le passeggiate nei parchi, i primi tramonti, il cinguettio degli uccellini… dai ragazzi ma come si fa a non amarla?!

CONTRO: pollini svolazzanti e di conseguenza allergie in loop, starnuti ad ogni ora del giorno, sbalzi di temperatura da Polo Nord al mattino ai Caraibi al pomeriggio e conseguenti influenze varie grazie a questa escursione termica di 102 gradi, cambio di armadio che nessuna creatura ha mai voglia di fare.

Però la primavera è bella raga.

Al secondo posto viene indubbiamente l’estate, stagione perfetta per raggiungere la meta ambita da milioni e miliardi di persone nel mondo: IL MARE.  Quanto è stupendo il mare? In realtà lo è in ogni stagione dell’anno, lo amo follemente e il rumore delle onde è per me il suono più rilassante che esista nell’universo. E niente, associandolo all’estate diventa anche lei una stagione supermegabella.

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Si va in ferie, si può uscire la sera con gli amici e stare in giro per la città, fare una passeggiata in centro, gustarsi un bel gelato.. E poi le discoteche all’aperto, le ore piccole, il ventilatore puntato addosso, il vento tra i capelli, i crop top e le infradito.

Estate è proprio sinonimo di vacanza. Di riposo. Di gioia. Di avventura.

E una cosa che mi piace tantissimo di questa stagione sono anche i temporali estivi. Li amo. Rinfrescano l’aria, ti colgono all’improvviso, durano poco e sono proprio uno spettacolo ahah

E poi raga ma la frutta estiva la vogliamo commentare??? Le fragole, le albicocche, le ciliegie, LE PESCHE.

CONTRO: 52 gradi all’ombra per cui in auto si frigge e si può condire l’insalata con il sudore prodotto, le zanzare maledette della Pianura Padana, la sessione estiva.

Se la giocano poi inverno e autunno, non saprei bene classificarli. Partiamo con l’autunno;

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Di questa stagione mi piacciono più di ogni cosa i colori. Come avrete notato sono un po’ fissata con colori, non sono tanto fan del nero e del grigio, quindi niente più le cose sono colorate più vado fuori.

Gli alberi poverini si denudano ma coprono il terreno di queste foglie meravigliose rossicce, marroncine, ocra e arancioni che creano un tappeto splendido.

Poi mi piace tanto la pioggia che batte sui vetri, il ticchettio delle gocce, osservarla dalla finestra con una tazza di the caldo limone e zenzero. Ovviamente preferisco cento volte il sole, ma quando piove e tu sei in casa con la copertina è una vera goduria sentirla e vederla.

Il mio spirito da mangiona mi fa ovviamente apprezzare le caldarroste, e quando ero piccola andavo proprio in collina con i miei a raccoglierle, mi piaceva un sacco.

Anche l’odore dei camini mi piace tanto, mi dà una sensazione di calore perché mi fa pensare proprio alla fiamma del camino o della stufa accesa che scalda tutto l’ambiente diffondendo questa luce arancio che abbraccia tutta la stanza.

CONTRO: la nebbia, il freddo, il cambio armadio, l’umidità

Last but not least l’inverno. La cosa che mi piace di più dell’inverno è, come i bambini, la neve. E parlo da automobilista lavoratrice eh. Nonostante i disagi che crea mi piace tantissimo vedere tutte le cose coperte di bianco ,e se sai guidare bene e sei prudente  non crea problemi così insormontabili.

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Quegli enormi fiocchi di neve che cadono dal cielo senza fare alcun rumore rendono tutto così magico, ed ogni volta sono incantata come fosse la prima. E’ uno spettacolo che nessun altro elemento atmosferico riesce a dare.

Poi in inverno ci si coccola di più perché si ha freddo, si sta tutti imbaccuccati sia fuori sia in casa con una bella tazzona di cioccolata in mano che riscalda, si guardano i film sotto tre strati di coperte e ci si addormenta avvolti nel piumino.

Poi personalmente giro per casa con le babbucce ad unicorno e la coperta sulle spalle come se fosse il mio mantello e io la regina ahah

Infine, inverno = Natale, la mia festa preferita. E’ magnifica perchè l’atmosfera che si respira nel periodo natalizio è UNICA, scalda i cuori più di qualsiasi camino, unisce le famiglie e raccoglie tutti sotto lo stesso tetto per festeggiare una tradizione che rende tutti un po’ bambini. E poi ci sono le decorazioni, l’albero di Natale, le bancarelle di cose natalizie, lo scambio dei regali… mamma mia vorrei che Natale fosse domani!! Mi emoziona sempre e lo aspetto con ansia da mesi prima.

CONTRO: 10 strati di roba addosso, da poi togliere accuratamente una volta entrati in spazi chiusi, il freddo gelido, il freddo polare, il freddo artico, il freddo.

E voi cosa mi dite? Qual è la vostra stagione preferita? La associate a qualche sensazione particolare? Oppure vi ricorda qualcosa della vostra vita?

Fatemi sapere lasciando un commentino qua sotto!

Grazie per l’attenzione, alla prossima settimanaaa

The Curly Fry talks about… LA MIA CITTA’

BUONGIORNOOO! 

Oggi vi vorrei parlare di un tema che non era nei miei piani, ma come al solito non sono in grado di rispettare nessuna scaletta e quinti TADAAA eccoci qua a parlare della città in cui viviamo. 

Di solito si ha un rapporto un po’ conflittuale alla “odi et amo” con la propria città, tipo che alcuni giorni ci sta simpatica e altri proprio no. A volte ci sta stretta, sembra che non ci sia nulla da fare, le strade sono sempre le stesse, i locali sempre quelli, i ristoranti provati tutti… e non la si riesce più ad apprezzare. Altri giorni invece ci sembra una città splendida, con posticini particolari introvabili in altre città, ricca di possibilità, lavoro, svago e monumenti. 

E anche nel mio caso è proprio così. 

Io non abito proprio a Pavia, ma in un paesino molto vicino, quindi la maggior parte delle volte mi trovo ad uscire lì, in più ho fatto sia il liceo sia sto facendo l’Università sempre lì. Quindi a volte sono proprio stufa e appena ho la possibilità di andarmene vado altrove; altre volte invece mi piace, ci passeggio volentieri, incontro amici, mi rilasso al Ponte Coperto e vado a ballare a due passi dal centro.

Negli anni ho proprio seguito la sua evoluzione: ultimamente hanno chiuso molti negozi ed aperto altrettanti (tipo Zaraaa), un sacco di gelaterie super buone (vedi Cioccolati Italiani), tantissimi piccoli ristorantini di cucina creativa e questa città universitaria per eccellenza ha acquisito un aspetto ancora più giovane e cool, facendosi apprezzare mille volte di più!

E poi quando può essere bella la nostra città quando è in festa?!

Nel weekend scorso nella mia Pavia si festeggiava una festa storica, tradizionale, bellissima, purissima, Levissima che spinge i pavesini ad uscire dai loro bunker barricati ad hoc per sfuggire al caldo afoso della Pianura Padana e a riversarsi in massa nelle strade della city. 

Ma per farvi capire meglio di cosa sto parlando, procediamo con ordine:

La festa viene aperta ogni anno il giovedì con l’arrivo dei meravigliosi Mercatini Europei, una serie di bancarelle gastronomiche in cui si possono mangiare ciccionate da tutto il mondo ed acquistarne altrettante; carne squisita dall’ Argentina, pita gyros dalla Grecia, Macarons francesi, il mitico rotolo dolce ungherese che a tutte le ore forma una fila lunga quanto il suo nome impronunciabile.. e potrei continuare per ore. Senza dimenticare l’angolo di Italia sempre presente ad offrire il nostro cibo super buono, tipo il lampredotto toscano. Per dire. 

E poi ci sono loro… le star dei Mercatini. Quelle che aspetto per tutto l’anno e finiscono in un batter d’occhio: le MINI CREPES OLANDESI. Ragazzi sono la fine del mondo. Ho due occasioni all’anno per mangiarle: l’Artigiano in Fiera a Rho e i Mercatini Europei a Pavia. E decisamente mi scofano la bancarella quando scendono a Pavia, oppure mi trasferisco direttamente in Olanda. Si tratta di piccolissime (ahimè) crepes da mangiare con la forchettina, che puoi cospargere con le più caloriche salse esistenti sul pianeta, tipo la Nutella, il caramello o lo sciroppo olandese. 

ASSAGGIATELE.

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La festa prosegue poi nel weekend, con il momento di massima potenza il sabato sera, tanto atteso da giovani e meno giovani perché è il giorno della Notte Bianca; parola del giorno: si aprono le gabbie.

Fiumi di gente invadono tutte le strade, anche quelle di cui normalmente non si conosce l’esistenza, per farsi un giro e assistere ai mille eventi in programma: spettacoli, concerti, musica everywhere, balli in mezzo alla strada, negozi aperti, bar strapieni…

Certo, per chi odia il casino sarebbe meglio avere un gatto nero attaccato dove non batte il sole, anche perché trovare parcheggio diventa un’impresa titanica, ma per chi invece vuole vedere la sua città in festa, piena di persone che apprezzano tutte le stesse cose è una vera goduria.

La domenica, infine, è dedicata alla “Festa del Ticino”, dove il lungoticino con meravigliosa vista sul Ponte Coperto si riempie di bancarelle e stand di ogni tipo, con esibizioni di diversi sport, esposizioni di auto, artigianato e chi più ne ha più ne metta. Nel pomeriggio, come da tradizione, viene fatta la regata sul Ticino (che in realtà mi perdo quasi sempre perché arrivo troppo tardi) e alla sera si chiude in bellezza con un fantastico spettacolo pirotecnico che per noi pavesi segna un po’ la fine dell’estate. Poi dipende dai punti di vista. Per me, personalmente, non segna la fine di un bel niente, perché anche dopo i fuochi si continua a fare festa. 

Semplicemente me li godo come se non avessi mai visto dei fuochi d’artificio prima, me li godo come uno spettacolo in una bellissima cornice e me li godo come un qualcosa di bello realizzato nella mia città.

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E voi? Com’è il rapporto con la vostra città? Vi piace? Ci abitate ancora o vi siete trasferiti?

Fatemi sapere cosa ne pensate e ci vediamo la prossima settimana ragazzi!

 

 

The Curly Fry shows up!

Ciao a tutti ragazzi/e!

Allora sto ancora cercando di capire 1) come funziona sto affare, 2) perché l’ho fatto ?!

Ma prima di cercare una risposta degna di Alberto Angela a queste domande complicate vorrei presentarmi: sono Valeria, una giovine fanciulla di 23 anni, studentessa universitaria prossima alla laurea, residente in un paesino tra Milano e Pavia, codice fiscale TTET5448G637H82M.

Da quando ho iniziato a mettere in fila un discreto numero di frasi di senso compiuto mi sono resa conto in breve tempo della mia meravigliosa tendenza a scrivere temi scolastici di 14 facciate, per la gioia delle mie insegnanti, e lunghe lettere d’amore (e anche di amicizia!) da donare ai miei sogni proibiti con le gambe (che poi ho scoperto avere un QI paragonabile al numero di volte che so dire LI VUOI QUEI KIWI senza impappinarmi). Per un qualche misterioso e malsano motivo poi crescendo ho deciso di iscrivermi al liceo scientifico, accantonando in parte questa passione per la scrittura, con il pessimo risultato di debito biennale in matematica. Con la media del 4.

Nel frattempo mi limitavo a riempire il telefono di note lunghe come i Promessi Sposi e continuavo a scrivere, nelle occasioni speciali, lettere d’amore al mio fidanzato, per fortuna con un feedback positivo (questa volta). Innumerevoli volte ho pensato di iniziare a scrivere un libro ma è sempre mancata l’ispirazione e un argomento da trattare in almeno 200 pagine..(se non ha almeno quel numero di pagine non lo considero libro scusate). E altrettante volte ho pensato di scrivere un blog ma ho sempre pensato che tanto mai nessuno mi avrebbe cagato e quindi niente ho continuato la mia vita da studentessa frustrata.

E invece no! Questa volta, all’ennesimo pensiero del genere ho deciso di provarci. Ho deciso di creare un blog che, però, non tratti di un singolo argomento, ma che possa essere punto di incontro, luogo di consigli, di esperienze, di racconti e di dibattito per qualsiasi questione. Anche perché io sono un po’ un miscuglio di cose, un involucro di vari interessi, e quindi mi sembrava riduttivo e poco rappresentativo parlare solo di uno. E poi che palle parlare sempre della stessa cosa no?

Ah, vorrei mettere in chiaro che non faccio la VIP, né voglio fare la fashion food travel sticazz blogger, potrei mettere gli argomenti di cui parlo qua o frasi fatte filosofiche sotto a una foto delle mie chiappe al mare su Instagram, ma non lo faccio proprio perché mi vergogno come lo schifo ahahah quello che voglio è solo avere uno spazio di condivisione con sconosciute (che poi nel tempo possono diventare conosciute) e apprendere dai nostri scambi quanto più possibile!

BTW vi spiego super brevemente come ho intenzione di organizzare il tutto: vorrei dedicare un giorno alla settimana ( MERCOLEDì) alla scrittura di un articolo su un certo argomento, come se fosse la rubrica settimanale di Diva e Donna. Avete tuuuutta la settimana per scrivere commenti, osservazioni, consigli, domande e critiche su quell’argomento, a cui io risponderò pian piano prima del mercoledì successivo, giorno in cui invece verrà trattato un diverso argomento. Ovviamente poi se ci sono particolari richieste l’argomento può essere ripreso!! Anzi, più mi date interazione più sono sicura che qualcuno mi caga e divento addirittura più simpatica!

Last but not least, il mio nome sul blog: The Curly Fry. Ammetto di aver copiato il format dall’invidiabile Blonde Salad, ma io non sono né bionda, né tantomeno un’insalata! Mi vedo proprio come una patata, tipo Mrs. Potato in Toy Story, con i fianchi cicciotti e il colore aranciato ahah e siccome ho i capelli ricci, mi identifico volentieri nelle patatine boccolose che danno nei menù speciali al Mc Donald’s.

Bando alle ciance, vi chiedo immediatamente se avete proposte sull’argomento della settimana. Di cosa vi piacerebbe chiacchierare? Cosa ne pensate di questa nuova esperienza?

Cominciamo!

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